Racconti

  La stella cometa

Indice racconti

Ali di vento

Caraibi

Il pescatore di stelle

Il presepe di Francesco

Il viaggio

Isolina

La bella addormentata..

La farfalla stanca

Storia di Mi, nota..

La storia dello zaino

Nuvole


 

 

Racconti
di Maria Stella Grillo

Storia di “Mi”, nota musicale molto curiosa
Favola per grandi e piccini

Quando il Direttore d'orchestra si fermò e gli applausi scrosciarono, alcuni fiori piovvero sul palcoscenico. Una rosa, non giunta alla meta, cadde sullo spartito aperto di un violinista. Un "Mi" curioso ne captò il profumo e se ne invaghì. Improvvisamente provò la sensazione di essere prigioniero del pentagramma e desiderò con tutto se stesso di fuggire. Fin dalla nascita aveva provato la sublime armonia dei suoni in un'avvolgente unione con i suoi fratelli: do, re, fa, sol, la, si. Gli odori, però, erano per lui un attraente mistero tutto da scoprire. Non fu difficile uscire dal rigo facendo balzare lesta la gambetta poco prima che lo spartito si chiudesse. Scivolò sul pavimento, aggrappato alla rosa, sconosciuta tentatrice. -Andiamo- le sussurrò nel calice aperto, aspirandone ancora la fragranza. -Non posso venire con te, non riesco a muovere neppure una foglia- rispose la rosa rassegnata al suo destino -lasciami e vai. Tu puoi raggiungere qualsiasi luogo nel mondo- -Addio dolce compagna di un momento - mormorò "Mi" con una vocina un po’ giù di tono mentre alcune lacrimucce scendevano sul visetto tondo. Poi si guardò in giro, riprese fiato e con un balzo arrivò lontano, proprio lontano. Com'era divertente andare su e giù per il mondo, leggero come un alito di vento, potente come un tuono! Doveva provare a se stesso il suo valore. Raccolse le forze e sprigionò un suono talmente intenso da far tremare tutti i palazzi circostanti. Un rumore di vetri rotti infranse i suoi sogni. Fuggì lontano, come un bimbo quando si accorge di aver combinato un bel pasticcio. Si ritrovò in un campo di papaveri. Che splendore! Era così inebriato dai colori e dagli odori che la natura generosa sfoggiava e se ne riempiva tanto la tonda testolina da vacillare sull'esile gambetta. Improvvisamente si fermò estasiato: una farfalla coloratissima si librava nell'aria ed elegantemente si posava sui rossi calici, aperti al sole. -Sei così bella! Voglio venire con te - le disse a mezza voce nel timore di spezzare quella sua delicata bellezza, come aveva fatto con i vetri. La farfallina si voltò e tutta impettita, accennando ad un sorriso di convenienza rispose : -Aspettami qui, faccio un giretto poi torno- "Mi", in fretta, raccolse alcuni fiori, sedette sopra un sasso, che biancastro occhieggiava tra l'erba, e attese. Quando il sole scomparve all'orizzonte, il faccino di "Mi" si rattristò. Al calar della sera ogni bellezza scomparve allo sguardo e il piccolo suono si addormentò. Nel destarsi, al mattino, si accorse che anche i fiori avevano pianto con lui. Asciugò una lacrimuccia ribelle, tirò su con il naso e partì. Girovagava qua e là facendo una pausa ogni tanto per riprendere fiato finché, una notte, fu attratto da un lamento che proveniva da una finestra aperta. Entrò, trattenendo a stento un suono d'emozione. Disteso sopra un lettino, avvolto fra candide lenzuola, giaceva un bimbo e piangeva. "Mi" comprese che il piccolo soffriva, si sdraiò accanto alla bionda testolina e cantò una canzone. Desiderava vederlo sorridere ma il bimbo, forse per la monotonia del suono, si addormentò. Per la prima volta da quando era fuggito dallo spartito "Mi" si sentiva solo. L'avventura fuori del suo mondo l'aveva arricchito di conoscenza ma svuotato d'affetto. Aveva bisogno di tornare con i suoi compagni: do, re, fa, sol, la, si, che senza di lui, avevano perso in completezza. L'armonia del loro operare trascorso era diventata una ricerca costante ma impossibile. Doveva trovare il modo per tornare nel pentagramma. Il bagliore di una tromba abbandonata sulla panchina di un viale riempì il suo cuore di gioia: -Ecco qualcosa di familiare!- pensò con un filo di speranza. -Vorrei tornare dai miei fratelli, vuoi aiutarmi?- le chiese con il cuoricino che batteva forte. -Entra nel mio padiglione e stai pronto a saltare nello spartito quando il musicista l'aprirà, portandomi alle labbra. Infatti, al primo soffio del trombettiere, "Mi" si ritrovò al suo posto sul rigo. Le sette note, per la gioia di essersi ritrovate, si presero tutte per mano tanto da confondere il sonatore che, trovando il valore delle note completamente cambiato chiuse lo spartito e se ne andò. - Finalmente soli- intonarono i sette fratellini e una dolce melodia riempì di colore il buio della sera.
 

Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione anche parziale senza previa autorizzazione